Applicazione di tecniche di geodesia spaziale e di geodimetria classica ed automatica allo studio delle deformazioni del suolo
Autore
Fabio Covello - Università degli Studi della Calabria - [1997-98]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 278 pagine
  • Abstract
    Il territorio calabrese è interessato da numerosi casi di fenomeni franosi inquadrabili in varie tipologie. In particolare nel territorio comunale di Lago (Cs), su un versante sul quale ricadono alcuni nuclei abitativi ed una superstrada, è presente una diffusa deformazione del suolo conseguenza di una franosità superficiale e profonda. Al fine di valutare il grado di attività del fenomeno in un’area a rischio sono state eseguite campagne di misura temporali con tecniche di geodesia spaziale GPS e tecniche di geodimetria a raggi infrarossi EDM.
    Per pervenire alla definizione di un modello cinematico del versante, sviluppando una metodologia di lavoro, si sono applicate diverse tecniche geodetiche, procedendo alla ripetizione nel tempo delle misure, programmate con frequenza annuale.
    La materializzazione dei punti di misura è avvenuta o utilizzando dei vecchi caposaldi costituiti da un marker cilindrico in ottone a testa semisferica, o un caposaldo, in acciaio inox, autocentrante, costituito da un centrino a perdere cementato su manufatto o su un piastrino di calcestruzzo infisso nel suolo, e su cui si avvita una prolunga data da una colonna cilindrica coassiale di 651 cm. Su questi vertici, nel corso dello studio, sono state appoggiate:
    - una rete di riferimento, esterna al versante instabile, configurata secondo uno schema a maglie triangolari su cui concorrono 4 baselines di lunghezza media di circa 2160 m. La rete è estesa per un’area di 2430 m in longitudine e 2500 in latitudine;
    - una rete di controllo, interna al versante instabile e collegata alla rete di riferimento, costituita da 45 baselines, di lunghezza media di 1300 m, estesa per 2500 m in longitudine e per 2125 m in latitudine;
    - una rete di dettaglio, interna al versante instabile e collegata alla rete di riferimento, avente lo scopo di affinare maggiormente la risoluzione quantitativa della deformazione, estesa per 500 m in longitudine e per 400 m in latitudine, costituita da 12 baselines di lunghezza media di circa 200 m.
    Al fine di ottenere un controllo sulle misure GPS si sono applicate tecniche di distanziometria a raggi infrarossi con un geodimetro posto sul versante opposto a quello in frana, sul campanile di una chiesa ritenuto stabile, e collimando le diverse stazioni riflettenti poste sui vari caposaldi. Sul versante è stato condotto un esperimento di ripetibilità dei risultati, per la prima volta in Calabria, per la comprensione della ciclicità diurna delle misure, utilizzando un sistema geodimetrico automatico di misura AEDM il cui funzionamento e gestione delle misure è stata affidata ad un computer portatile, per un possibile controllo in continuo del versante nel prossimo futuro.
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