Costruire gli spazi ''intorno'' alla musica
Un approccio sequenzale alla progettazione degli edifici adibiti ad uso musicale


[29/03/2007]
Costruire gli spazi ''intorno'' alla musica La musica è uno dei grandi intrattenimenti della vita. Essa produce un senso di benessere, ci fa sognare, cancella lo stress e migliora l'intelligenza.
La musica influisce sulla sfera affettiva delle persone che la producono o la ascoltano, in quanto essa riesce ad entrare direttamente in contatto con i sentimenti e le passioni più profonde, stimolando la memoria e l'immaginazione. Essa non è solo una forma d'arte: è un modo per conoscere se stessi e tutto ciò che ci circonda. Il canto e i suoni ci riportano a contatto con il nostro "mare sonoro", favoriscono la socialità, la seduzione e l'amore ed arrivano dritti all'anima di chi le percepisce, fino a renderci - a seconda della melodia ascoltata - allegri o malinconici, giù di corda o su di giri, tristi o felici.
Il senso della musica entra nella vita dell’essere umano, come un raggio di sole, sin dalle prime ore del mattino, alla radio, in auto, ai jingle dei telefonini, in rete. Anche se inconsciamente, ci si sente più sereni e più pieni di grinta dopo l’ascolto. Durante la giornata, la si cerca nella solitudine di una stanza per rilassarsi, ricaricarsi o sognare. Come forma di divertimento, giovanile e non, la si trova in discoteca, nelle balere, nelle sale musicali, nei karaoke ecc.., a provocare un senso comune smisurato e improvviso di libertà.

L’esempio che mette tutti d’accordo è dato dall’immediata fratellanza che suscita riunirsi attorno ad un falò estivo, intonando la stessa canzone al suono di una chitarra; così come si potrebbe continuare considerando i bagni di folla che si concentrano attorno ai concerti live di grandi celebrità del panorama musicale. Da non dimenticare poi, le colonne sonore di film e documentari, che arricchiscono la scena o l’episodio, provocando diverse emozioni nello spettatore che esaltano l’evento su cui fanno da sfondo. Insomma, per dirla con i versi del celebre Ramazzotti, “ ..perchè un mondo senza musica non si può neanche immaginare”.


Ma la musica va molto oltre, per divenire una forma di comunicazione che abbatte le barriere geografiche e linguistiche, tanto da trovare con propri mezzi e stili una forma espressiva autonoma ed originale in ogni parte del mondo, di impatto immediato anche per chi non comprende la lingua o sconosce lo stile di quell’armonia di suoni e voci.

La musica inoltre, vive e viaggia nel tempo, trasmettendosi oralmente e in forma scritta nei secoli fino ai nostri giorni, in un tam tam di ritmi e stili di menti creative che, in pochi istanti giungono all’ascoltatore attraverso i moderni mass-media, rendendo più consapevoli i contemporanei dello spirito di un età trascorsa. E’ innegabile, infatti, che il gusto di una cultura si rivela anche nella forma musicale che la caratterizza.


Una forma di spettacolo – musicale, in questo caso - ha la funzione di evocare uno spazio e un tempo artificiali, proiettando lo spettatore in una dimensione artificiale in cui reinventarsi l’esistenza. Il compito dell’architettura è di funzionare da tramite tra lo slittamento reale-immaginario. La musica tuttavia, segue delle leggi proprie e affascinanti, che in base allo stile musicale e al tipo di sorgente emessa, per essere correttamente percepita dall’ascoltatore, necessita che lo spazio sappia accoglierla, nella forma e nei materiali che più le si adattano .

La struttura organizzativa di uno spazio musicale gravita attorno a tre figure: l’artista, lo spettatore e i tecnici degli apparati. L’artista trasmette la musica attraverso la sorgente sonora dello strumento e il canto; lo spettatore riceve la musica come un’onda sonora che attraversa lo spazio secondo leggi fisiche fino a giungere all’orecchio; i tecnici degli apparati rendono più coinvolgente questa trasmissione, operando sui sistemi audio-video e sulle caratteristiche tecnico-costruttive e distributive dello spazio impiegato allo scopo.

Come dimostrano questi primi presupposti, il tema del “mondo musicale” è così vasto e poliedrico che non è facile né si pretende di poter essere esaustivi.
Si considereranno quindi i temi che mettono in relazione la musica e gli strumenti musicali con l'architettura e l'ambiente, analizzando le caratteristiche tipologiche, distributive e tecnico-costruttive, seguendo un percorso simil-cromatico, come per una tastiera di pianoforte, muovendosi in ordine di importanza, dal teorico al pratico, dei diversi aspetti: dal percorso evolutivo del rapporto architettura-musica dalle origini fino ai giorni nostri (per poter valutare le soluzioni migliori anche in spazi preesistenti), passando per le caratteristiche del suono, dal punto di vista fisico-acustico dalla sua produzione, alla trasmissione, dalla ricezione ed ai metodi di misura, non dimenticandosi del modo di trasmissione dalla sorgente sonora, rappresentata esclusivamente dallo strumento musicale (considerato sia singolarmente che nell'ensemble degli stessi). Si deve considerare infine, ai fini pratici, la classificazione degli spazi in cui si fa e si ascolta musica, concludendo il percorso con lo studio di fattibilità dello spazio musicale. Il progetto, partendo dalla specificità del luogo, deve svilupparsi quasi sempre in modo polifunzionale e ad alta accessibilità, ai fini di una migliore e maggiore recettività di audience ed una flessibilità degli spazi per potersi meglio adattare alle diverse attività legate alla musica. Buon ascolto…
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